Monica

Monica, 40 anni, ha in programma un trasloco, non soltanto di casa, ma anche di città. Oltre all’inevitabile maggior carico di lavoro, la prospettiva non è semplice, perché coinvolge anche due figli, che dovranno affrontare l’adattamento e che, di certo, non saranno di grande aiuto nella riorganizzazione domestica. Lasciare la propria casa e la quotidianità nella città in cui è cresciuta l’ha fatta cadere in depressione per l’ansia legata all’incognita della nuova vita in una città che non conosce. La notte Monica si sveglia di soprassalto con un elenco di incombenze e appuntamenti che le sembra non abbiano fine; durante il giorno, nei momenti più inopportuni, la memoria richiama cose non fatte, disguidi, appuntamenti da fissare con gli artigiani della nuova città. Monica si sente sola e non in grado di farcela.

Consiglio

Il trasloco comporta uno stress quasi pari a eventi della vita molto più drammatici. Il carico di incombenze richiede un’attenta programmazione. Ottima idea una lista da organizzare secondo date a scalare, lasciando un margine per gli inevitabili contrattempi (Es.: elettricista, idraulico e così via), ma mettendo un punto fermo alle scadenze non rimandabili (es.: iscrizione scolastica dei figli), infine delegando, per quanto è possibile, alcuni incarichi. Anche l’atteggiamento mentale va guidato, trovando nella nuova sistemazione gli elementi che hanno accompagnato la vita precedente di Monica: teatro, palestra, circolo di lettura. Infine, perché non instaurare da subito buone relazioni coi nuovi vicini? Scusarsi per i disagi di lavori e trasloco, sorridere molto e chiedere consigli sono piccoli trucchi di buon vicinato.
Infine, quando l’umore è a zero e le giornate sembrano insostenibili, un aiuto può venire da integratori che ripianino le scorte di sostanze naturali utilizzate dal cervello per la sintesi dei neurotrasmettotori del buonumore
”.