Quali sono i tuoi dubbi? Fai la tua domanda, un esperto ti risponde.

Dott.ssa Maria Beatrice Toro

Psicologa e psicoterapeuta. Laureata in Filosofia e in Psicologia, esercita la professione di psicoterapeuta a Roma, presso il Secondo Centro di Terapia Cognitivo-Interpersonale, di cui è Presidente dal 2013

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Stefania

Buon giorno dottoressa, mi chiedevo se questo prodotto può prenderlo anche mio papà che ha 87 anni e soffre di depressione, non ha più stimoli e dorme sempre, fisicamente sta bene anche se gli hanno diagnosticato l\'alzheimer ca. 10 anni fa, ma più che di alzheimer credo si tratti di demenza senile perchè dopo tutti questi anni la malattia non ha avuto il suo decorso ed è più o meno come sempre, è cosciente e consapevole del mondo che lo circonda, semplicemente non partecipa più a discorsi, sembra che niente lo interessi, ma è più un problema mentale che fisico.
Il ns medico dice \"è l\'età....\" e non va più in là di questo, ma vedo molti anziani in situazioni decisamente peggiori di mio padre che vogliono disperatamente vivere e vorrei fare qualcosa.
Grazie mille per un suo riscontro

Cara amica,
purtroppo, a causa di scarsa conoscenza dell’argomento, fino a pochi anni or sono il calo cognitivo, la tristezza e la demotivazione dell’anziano erano visti come qualcosa di fisiologico… oggi sappiamo che non è così!
In particolare, non è giusto dare poca considerazione alla qualità della vita di un ottantenne, perchè abbiamo innumerevoli esempi di persone che, proprio nella terza età, vivono con più libertà i rapporti sociali, si dedicano ad attività sportive, si occupano instancabilmente dei nipoti. Nel caso di suo padre la cosa più importante da fare è rivolgersi a un neurologo che sia esperto di depressione nell’anziano, perchè possa fare una diagnosi completa e prescrivere la giusta cura. Un integratore può senz’altro essere utile, ma, data la delicatezza della situazione, mi sembra indispensabile che sia consigliato dopo una visita specialistica. A livello psicologico la presenza dei familiari è fondamentale: fategli sentire la vostra vicinanza senza chiedere nulla, perchè se davvero è presente la depressione sentirsi fare richieste non riuscendo a reagire è estremamente frustrante. La depressione non si risolve con un atto di volontà, perchè colpisce proprio la capacità decisionale; essa provoca un serio calo di energia vitale, per cui la persona proprio non riesce a fare nulla: non è questione di non volere, ma di non potere…
Per un figlio questo è molto duro da sopportare; si avverte una sensazione di impotenza e malinconia, un disagio pervasivo a stare accanto al genitore. Lo capisco e ammiro la sua determinazione nel voler comunque fare qualcosa. Faccia sentire il suo affetto con gesti semplici, come una carezza, o una parola sussurrata, confidando che, al di là della mancanza di reazione, l’amore arriva comunque. Le consiglio, poi, di verificare se nella sua zona di residenza ci sono associazioni di Auto Mutuo Aiuto per la depressione: sono gruppi di volontari, sovente ex depressi, che aiutano chi è in difficoltà, a qualunque età.

psicologa
Margherita

Gentile dottoressa,le scrivo per un problema che nessuno fino ad oggi ha saputo risolvere. Premetto che vengo da una famiglia ansiosa con problemi ossessivi-compulsivi. Io ho 40 anni ed in particolare soffro di evitamento dei luoghi dove sono avvenuti suicidi o morti violenti. Sono in terapia da due anni con antiossessivo, ma la situazione non cambia molto. Questo crea umore basso,cosa posso fare? Grazie mille

Gentile Margherita,

in effetti non sempre è facile gestire i problemi di evitamento e compulsioni.
Dal punto di vista psicologico, solitamente, tali comportamenti sono accompagnati da un esagerato senso di responsabilità, che può portare a fare e rifare le stesse cose in modo molto perfezionistico.

Le suggerisco, come piccolo tema di riflessione, di soffermarsi sull’inevitabilità del commettere errori o avere dei limiti: proprio in quanto esseri umani è impossibile essere sicuri al 100% di non sbagliare o di stare facendo la scelta migliore…
Se riesce, non giudichi severamente se stessa per i suoi sintomi, di certo non se ne può fare una colpa. Continui, poi, a impegnarsi per uscirne.

Oltre alle terapie che sta già effettuando, consideri che la mindfulness ha una buona efficacia perl’ansia e l’umore basso: perchè non fa una ricerca sui centri presenti nella sua città e trova un gruppo di praticanti a cui unirsi? Se non le è possibile, può trovare molte risorse on line, anche in questo sito.

un caro saluto,
Maria Beatrice

psicologa
Mira

Sono sempre malinconica e rancorosa. Cosa posso fare?

Diceva il poeta persiano Rumi che l’essere umano è “come una locanda”: ogni giorno arrivano tanti visitatori, ovvero i pensieri e le emozioni, che danno senso alle nostre vite, anche quando ce le rendono un pochino più impegnative da gestire…

Per te malinconia e collera si presentano spesso e comprendo che ciò possa risultare ostico da digerire, perché non si tratta di stati d’animo gradevoli. Più che cacciarli via, però, è importante accogliere il messaggio che stanno portando: hai perso qualcosa che consideravi importante? La malinconia forse si è presentata per questo, per segnalare che c’è un distacco da elaborare. Hai subito ingiustizie? La rabbia che provi si è come cristallizzata nel rancore, ed è importante che tu accetti e decodifichi questo sentimento, evitando, però di coltivarlo, non nutrirlo con un costante rimuginio, non occorre. Nella vita, a volte, accettare quello che ci succede è il modo migliore per liberarsene!

Accogli dunque queste emozioni, come se fossero degli ospiti nella tua locanda. Come scrive Rumi, ognuno dei visitatori “è un messaggio, che ti è stato inviato da lontano”…

psicologa
Sergio

Sono stressato, ansioso e un pò depresso...cosa mi consiglia?

Caro amico,

anzitutto ti invito a non sentirti in colpa per questo tuo umore: quella che descrivi è una situazione che può capitare a tutti e, davvero, non c’è motivo di sentirsi strani, diversi, o soli. La cosa importante è non logorarsi per troppo tempo, specialmente nello stress, scegliendo di fare qualcosa di buono per se stessi.

Lo stress, infatti, si combatte in molti modi: attività fisica, regolarità nello stile di vita e, perché no?, yoga e meditazione. Sono importanti anche le attività ricreative, ovvero dei momenti in cui non svolgere compiti specifici e dedicarsi a un hobby che ti gratifichi.

Puoi scegliere, ad esempio, di passare un po’ di tempo a cucinare e poi invitare qualcuno che assaggi le tue proposte! Non importa la qualità dei piatti che realizzi, ma il beneficio che ti viene da un’attività rilassante e creativa..

L’ansia di solito è collegata a una situazione di incertezza, dunque sarebbe importante scoprire quale sia l’incertezza che oggi ti dà fastidio e provare a uscirne, oppure, se non puoi farci nulla, perché è una precarietà con cui ti trovi a dover convivere per un po’, si può tenere a bada la sensazione di oppressione al petto imparando l’arte della respirazione lenta. On line puoi trovare molte risorse di Training Autogeno, come file audio e brevi scritti, da utilizzare per respirare profondamente, con piccole pause tra un respiro e l’altro.

Dici anche di sentirti un po’ depresso: forse hai perso qualcosa o qualcuno a cui tenevi e la tristezza si è come “cronicizzata”, l’importante è mantenere, sempre, un atteggiamento aperto e positivo, evitando di rifugiarsi in pensieri di auto commiserazione! Prova a parlarne e non vergognarti mai di chiedere aiuto, la tristezza non va tenuta segreta.

psicologa
ARI

Mi sveglio molto spesso di cattivo umore e spesso piango. Questo senso di tristezza può durare a lungo?

Gentile Ari,

la situazione che descrivi può essere collegata al timore di non riuscire ad affrontare i compiti e le sfide che ogni giornata porta con sé. A volte può capitare di immaginare la quotidianità come un campo di battaglia faticoso da gestire, piuttosto che come una sequenza di momenti da vivere: tutti unici, tutti con un loro “potenziale” di felicità… Se ciò che predomina in te è il pensiero di non essere all’altezza dei compiti quotidiani, puoi inserire, tra un’attività e l’altra, una breve pausa di consapevolezza, concentrandoti sulle sensazioni fisiche, o sul respiro. Se predomina un senso di stanchezza corporea è importante regalare a te stessa un momento di gioco o di attività fisica, perché consente di “staccare la spina”, energizzare, stimolare la produzione di endorfine e tornare al quotidiano mentalmente rigenerata e più efficiente. Se, invece, quello che ti intristisce è un pensiero negativo ricorrente, cerca di capire se è qualcosa di realistico, come un rimpianto per un’occasione perduta, o una malinconia dovuta alla fine di qualcosa di bello; in questo caso uno dei rimedi più efficaci è, semplicemente, l’accettazione. Fare pace con se stessi e con gli altri, anche se qualcosa non è andato come desideravamo, è fondamentale, perché consente di lasciar andare ciò che ci ha fatto soffrire, ringraziandolo per la lezione che ci ha insegnato, per poi “metterci un punto” e voltare pagina.

psicologa
Lorella

Da quando ho perso il lavoro mi sono molto abbattuta. All'inizio cercavo di reagire, ma poi ho incominciato a pensare che in fondo è stata colpa mia se le cose sono andate così e ho preso l’abitudine di stare molto tempo da sola e a mangiare di più. Sono notevolmente ingrassata e questo è un grosso peso per me: sinceramente, a trent'anni, mi aspettavo di vivere una vita tutta diversa. Mi chiedevo se la meditazione può aiutarmi a ritrovare un po' di positività, dato che, ovviamente, più sono giù e più gli altri mi evitano… Figuriamoci darmi un lavoro! Grazie, Lorella

Cara Lorella,

certamente alleggerire la mente da tanti pensieri negativi ti può aiutare, non solo a trovare un nuovo lavoro, ma, soprattutto, a stare un po’ meglio già da subito. Lascia da parte le rimuginazioni su cosa hai sbagliato: ti rubano solo un sacco di tempo. Se ci sono cose che hai fatto, che ora non ripeteresti più, vuol dire che hai imparato dai tuoi errori. Tutti gli esseri intelligenti imparano anche così, sin dalla più tenera età e non c’è nessuno al mondo che non abbia mai sbagliato un colpo. Per avere un cambio di direzione, incomincia con l’abbandonare una piccola abitudine non salutare che hai preso in questo periodo. Che si tratti di mangiare, o dormire troppo, o non fare attività, o stare tutto il giorno sui social parti da un piccolo gesto. Sostituisci un abitudine che ti danneggia con un gesto di amore per te stessa.

Rimani  centrata senza pensare al giudizio degli altri, con la fiducia di poter portare il peso di questo periodo. Di certo hai superato altre difficoltà. Chiediti su quali risorse positive hai contato e ricordati che sono qualcosa di tuo, che niente e nessuno ti può togliere! Anche comunicare, condividere e lasciarsi aiutare sono cose importanti: non rimanere sola con i tuoi problemi, non hai nulla di cui vergognarti; quando ne senti la voglia, unisciti a un gruppo in cui si pratica regolarmente la consapevolezza, ce ne sono in ogni città.

psicologa
FABRI

Buongiorno, sono un ragazzo un po' timido con le donne, 8 anni fa ho avuto una relazione durata circa 2 anni, andata male: da allora mi sono "distaccato" ancora di più dal socializzare con loro, perchè le percepisco tutte come "finte".

Caro amico della community,

il terreno delle relazioni spesso non è semplice da coltivare: vecchi ricordi ed esperienze andate diversamente da come desideriamo sono nemici dell’apertura di sé, che può essere percepita come un rischio. Eppure è un rischio che si deve correre se si vuole essere davvero felici… i rapporti intimi, infatti, sono una delle cose più preziose che la vita ci regala. Per ricominciare a nutrire un po’ di fiducia potresti ricominciare dalle tue amicizie femminili, aprendoti poco a poco e, soprattutto, cominciando da un’esperienza meno coinvolgente dell’innamoramento, ma che ti potrà aiutare a comunicare e a vedere che quella che ora chiami “falsità” è spesso uno specchio delle insicurezze femminili. Anche le ragazze soffrono e si difendono come possono! Se proprio non hai voglia di aprirti, ti consiglio di effettuare preliminarmente un piccolo tuffo dentro di te, magari con l’aiuto della mindfulness. Spesso associamo la meditazione alla solitudine e al silenzio, ma sono molteplici gli studi che dimostrano il legame tra consapevolezza, benessere personale e relazioni positive. Il semplice ascolto del respiro aiuta a concentrarsi e calmare i pensieri nocivi: fermati per qualche minuto a chiederti quale sia l’emozione che ti porti dentro in questo momento, chiedi a te stesso quali sono i tuoi bisogni più profondi oggi. Dobbiamo essere noi i primi a prenderci cura di noi stessi… La frase chiave? “Sapermi ascoltare è una mia responsabilità”. Ti auguro una felice primavera!

psicologa